Figlia di nessuno sola nella notte
giovane vita sfinita su un prato
neve infuocata sui tuoi capelli
rivoli di sangue bagnano i tuoi seni
Gorgheggi nella tarda sera
di mille trame mai sentite
di uomini senza rimpianti
di soste di millenari affanni
Freschi ricordi di generose fiabe
violata poi per sempre la tua innocenza
teneri abbracci non conoscevi
scevra ti accingevi al tuo carnefice
ruvide mani fendevano il tuo corpo
lacrime amare solcavano il tuo volto
muto allo scempio restava il tuo grido
mentre corpi brutalmente infierivano
boia ti prego uccidi ...
... questa belva che distrugge
"Ho scritto questa poesia come sempre di getto dando sfogo a sensazioni recondite provate in modo "empatico" ... quei volti che apparivano nella mia mente con quelle espressioni di paura, sgomento, incredulità... erano evanescenti, sconosciuti... ma dopo, solo dopo ho riconosciuto in quei volti le "Sara" le "Yara", le "Melania", le "Elisa" e le tante altre giovani innocenti immolate sull'altare della violenza, colpevoli solo del fatto di essere "Donna"!
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