Poesie, Racconti e Musica d’autore

"Scrivere poesie non è difficile; è difficile viverle." (Charles Bukowski)

Viviamo assieme una poesia, un racconto, una canzone o un quadro d'autore, lasciate un vostro commento ai post, per noi sarà un piacere leggervi.

Preghiamo gentilmente tutti quelli che postano il loro commento scegliendo l'opzione 'Anonimo' di blogger di firmarlo, grazie. ros e massimo

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domenica 29 marzo 2015

Surya di Giusy Grasso


                                                Campo di grano al sole - Vincent Van Gogh-1890



In questo tempo che ignora se stesso,
sono polvere di gemma
celata tra la sabbia
di una clessidra in frantumi;
non ho più confini 
eppure sono a casa... 


Commento a cura dell'autore:


La chiave di lettura di questa lirica, si potrebbe riassumere nel verso “Non ho più confini, eppure sono a casa…” e rappresenta una parentesi della mia vita, segnata da una serie di circostanze sfavorevoli che, pur destabilizzandomi mi hanno fortificata; inversamente proporzionale, la grande creatività che ne è scaturita. Si può dire che l’amore per la poesia, mi abbia letteralmente restituita alla vita. Perché Surya? Surya è il nome sanscrito del sole. Tutto viene abbracciato dal sole e il sole ama incondizionatamente. Penso sia un messaggio positivo, un invito all’incontro e alla condivisione, mettendo da parte ogni forma di giudizio. (G. Grasso)






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giovedì 26 marzo 2015

Anima nel vento di Guido Passini



'Non mi arrendo indosso nuove ali e ricomincio a volare' 
Guido Passini






Praterie verdi di speranze
ammiccanti l’ego
d’agreste sentire
cullante vita.

Vespri purpurei
s’intingono d’emozioni
di cuore pulsante
dominando sguardi.

Volta celeste
avvolge anima 
librante nel vento
di bianco adorna
sfuggendo a sentori bui.

Tinte sgargianti
racchiudono baricentro
di logora esistenza
rendendole giustizia.

Acque marine
respiro insaziabile
gustando
saline di me arrese.

Opalini cristalli
scendono
depurando sorrisi
defraudati dall’odio.

Di colori ne son pieno
io sono la natura…

Oggi, da questa piccola oasi, dove anche tu sei passato tante volte con la leggerezza che ti contraddistingueva, vogliamo regalarti un saluto, caro Guido, Uomo e Poeta straordinario. 

Nessun commento potrà mai renderti il giusto omaggio ma la tua umanità e la tua sensibilità rimarrà sempre nei nostri cuori.

Che la luce ti accompagni caro Guido. ros e massimo



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domenica 22 marzo 2015

LUCE di Antonio Spagnuolo


                                                                           Duy Huynh





Un volteggio che ti avvicina al sogno
è voragine di luce,
è quella luce che per poco ti confonde.
Nell’immenso contrasto ti allontana,
ecco il mistero dei miei ricordi.
Adesso io solo nel giostrare la febbre
non so più bisbigliare nei bagliori
rimasto prigioniero tra le frane di specchi.
Nelle parole leggemmo dispersioni di sguardi
e per le attese il tuo grembo era il soffio
dei silenzi.
Più oltre l’abbandono ti rinchiude alle notti
perduta negli azzurri.



Breve commento dell'autore: 

“L’angoscia per l’abbandono corrode le circonvoluzioni cerebrali giorno dopo giorno e l’assenza diviene qualcosa di visibilmente infuocato. Il ricordo allora lascia incisioni che potrebbero stordire , nelle illusioni che la parola tenta di creare , quasi a difesa contro Thantos . L’amore resta l’unica certezza che ha impregnato la gioventù.” (A.S.)


Leggi tutte le poesie di Antonio Spagnuolo presenti nel blog






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mercoledì 18 marzo 2015

Le luci dell'onda di Nello Rinaldi - Manni Editore


‘La bellezza come scoperta, come ricerca di se e del mondo’ (N.Rinaldi)


I luoghi e le persone, descritti in modo quasi maniacale, ci portano in un viaggio attraverso tutto quello che seduce e attrae per la sua bellezza. Una bellezza che non soddisfa mai fino in fondo Cesare, il protagonista del  libro, che nonostante viva momenti di grande  beatitudine porta con se una  acerrima nemica: la solitudine.


Benvenuto nel nostro blog Nello, è un vero piacere ospitarti. ros e massimo




Le luci dell'onda (recensione di Vincenzo Guarracino)


È una storia d’amore; meglio, la storia e la peripezia dell’amore, di ogni amore, nei suoi risvolti esistenziali, quella che narra Nello Rinaldi, qui alla sue seconda prova narrativa, dopo Il viaggio di Gandus e Zadir del 2012.


Vi si narra, in forma tra realistica e visionaria, la singolare e inquieta educazione sentimentale di un personaggio, un giornalista, che in prima persona racconta e si racconta per tutto il libro, continuamente interrogandosi sui propri doveri morali oltre che sul valore e la consistenza dei propri sentimenti, incapace com’è di pensarsi in un progetto che vada al di là dell’emozione e della passione, al di là di una fruizione puramente estetica (ed estatica) dell’esistente, di fronte alle storie che costruisce e in cui viene a trovarsi coinvolto con donne diverse, di grande fascino e carattere, ognuna a suo modo soddisfacendo le sue inconsce pulsioni (sensualità, dolcezza, cultura), e su scenari di volta in volta cangianti e di intensa suggestione, tra Occidente ed Estremo Oriente.  
Un inetto, per questo, incapace di pensarsi in un progetto che vada al di là dell’emozione e della passione dell’attimo, e appagato in una sorta di aggiornato e contemporaneo carpe diem? Un insoddisfatto velleitario, scontento come tanti del proprio lavoro e delle proprie quotidiane mansioni e abitudini e preso da astratti furori? Non esattamente, sorpreso e agito com’è da impellenti imperativi morali, dalla “voce graffiante e crudele” della coscienza che lo sospinge a ricercare oltre il soddisfacimento di momentanee e occasionali pulsioni. Che cosa, nemmeno lui lo sa esattamente, se non si concretizzassero continuamente nella sua mente immagini di orrori e di morte a indurlo a una presa di coscienza dei mali del mondo al cui risanamento contribuire, in direzione insomma di una “sacralità” elementare, inscritta nelle cose.  
Costruire la bellezza e la gioia, andare oltre la “solitudine”, oltre l’indifferenza e l’oblio: è questo il monito, il “messaggio” del libro. Un invito a pensarsi in una trama più vasta di pensieri, che vanno oltre l’io, oltre la soggettività delle intenzioni e delle azioni individuali: in una sorta di leopardiana “social catena” in cui a ogni individuo competono precise responsabilità rispetto al mondo in cui vive, oltre che alle proprie esigenze più intime.
Certo è che qui si assiste quasi a un capovolgimento e a una sconfessione dell’assioma di Gandus, il saggio protagonista del libro precedente, secondo cui “è l’idea che della felicità abbiamo a renderla possibile”: Cesare (è questo il nome del personaggio) si rende conto che la felicità è qualcosa che ha nome e fattezze riconoscibili e che dalla sua identificazione e costruzione dipende davvero il destino di ciascuno.
Vincenzo Guarracino-Scrittore, giornalista, critico letterario, poeta
Intervista di Fabio Pizzul all'autore Nello Rinaldi
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domenica 15 marzo 2015

Vivi il tuo tempo di Maria Carassi

                                                           Dipinto di Rosalba Mangione
  
                    Clicca per vedere tutte le opere di Rosalba Mangione pubblicate in questo blog

Vivi il tuo tempo

Ed io restavo lì avvinta
In risonanza 
dei tuoi dolci pensieri
Così si perdeva attonito 
Oltre l’orizzonte di fuoco
Lo sguardo mio
che come un vagabondo 
in una terra 
rigogliosa di frutti
coccolava il tuo dire 
dimentico del mondo
in un crescendo 
di emozioni pure …
albeggiava 
in un terreno perso
e tutto era profondo 
il mio sentire
mi muovevo come un furetto 
tra le note nostalgiche 
dell’anima tua 
ma la realtà crudele 
era in agguato pronta
ad offrire 
un vissuto inaspettato …
vivi il momento 
affondando 
nei ricordi della tua anima 
l'essenza di vita 
che copre il tutto 
in un incantevole gioco
di sensazioni 
colori e rimembranze ... @

Da Gocce di Rugiada -Raccolta di poesie di MVMCarrassi

Commento a cura dell'Autrice:

Anche questa poesia come tante altre nasce da una struggente necessità dell’anima di cantare l’Amore in tutte le sue forme. Le note a volte si confondono e si mescolano in un sentire che non è essenzialmente rivolto all’amore terreno perché questo sempre si riveste di caratteristiche ascensionali che nascono in armonia con le vibrazioni del momento vissuto. L’indugiare sulla malinconia e sul dolore è un modo per esorcizzare gli stessi essendo parte integrante del modo d’essere della mia anima. 
Il mio canto quasi sempre nostalgico, che ripiega sulle condizioni di incertezza della vita,   approda comunque alla serenità della coscienza, come se si trascinasse dolcemente nella certezza di quel flusso vitale eterno che coniuga la semplicità dello spirito d’amore universale con una visione dell’amore vissuto nella quotidianità che appartiene a tutti e che per questo diventa un motivo per ritrovarsi e riflettere. (M. Carassi)


Leggi tutte le altre poesie di Maria Carassi pubblicate in questo blog





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sabato 7 marzo 2015

IL SENSO DELL'AMORE di Alfo Andrea Moretti

Sandra Bierman - Coppia


Sapevo di essere stanco la sera ...
quando ispirata da voglie amorose,
vantava animare la vita di donna ,
come se il senso, le avesse donato
talento adatto a quel solo momento.

Tremolanti come aliti di vento,
sentivo i suoi brividi su di me ,
percorrevano il mio esile corpo
come fossero lievi gocce di rugiada,
che d' inerzia condensano al suolo.

Eppure, non ebbi mai cedimenti
amavo sentire i suoi passi su me.
Aspettavo impaurito ogni volta, la
avversa sorte ,che ci avrebbe traditi,
cosi sgretolando quel sogno proibito.

Né mai più volli cercarla da degno !
Animale istruito, che segue l'istinto
e da tale, sentivo una musica lenta ,
… ricordavo i capelli … i suoi occhi

e poi più di lei... fui capace a risentire.


Breve commento del poeta:
Quando  nella tua  crescita assapori  il disagio  in un legame e l'azione di un tempo che  vuole imbrigliare  le ali delle tue libertà allora  ti accorgi  che  la vita  di coppia  non fa più per te che le  tue sere sono solo un rendiconto per chi  ti vuole giudicato e per  chi ti  vive  accanto.
Invece mi sento libero di vivere  e di amare tutto  ciò  che mi nutre tutto ciò che  mi  conforta e di quello che  mi gira in testa. La  relazione è l' incontro di tutti i miei nuovi giorni è un amico al bar , una partita a calcetto, un giornale  da  sfogliare,  un sorriso  od anche un falso saluto.
Poi  tutto il resto per  me resta nella gioia di essere  liberi di vivere se stessi.




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domenica 1 marzo 2015

Cose di marmo e fiori di Fiammetta Campione

                                          Gustav Klimt - 'Morte e vita' (1916




dove l’assioma della vita
trova compimento e pace

dove il gatto gironzola ignaro e noncurante

dove passi frettolosi riconoscono il percorso
che ogni volta dissotterra frantumi di ricordi

ho scoperto la bellezza di guardarsi intorno
dialogando con le cose di marmo e fiori


dopo la vita viva, le urgenze, il concreto
subito ti morde un’idea di passaggio
di passato

e rivisiti ogni pagina di storia
mentre il gatto ti guarda senza convinzione
e smette anche di piovere, ma non te ne accorgi…


ogni volta mi viene incontro un sospetto
un gigantesco punto di domanda

ma vado via – ogni volta - senza un’ombra di risposta



Commento alla poesia “Cose di marmo e fiori” a cura dell'autrice.

 C’è un’atmosfera singolare nei cimiteri, che non si trova in nessun altro luogo: mi riferisco al silenzio, alla pace, a quel senso di rispetto, quasi di deferenza per ogni cosa: le tombe, le strade, ma anche gli alberi, i fiori, i marmi… Perfino i gatti sembra che siano più cauti, come timorosi di disturbare…

Mi è capitato di guardarmi intorno e sentirmi in comunione con tutte le storie che aleggiano: storie di vita vissuta, prima ancora che di morte.

Un’atmosfera che invita alla riflessione; ed è facile, a quel punto, abbandonarsi a pensieri inconsueti, tornare indietro nel tempo e risvegliare ricordi, rivivere il passato, farsi domande antiche e tuttavia sempre attuali, destinate però a rimanere senza una risposta certa.

Fiammetta Campione



leggi le poesie di Fiammetta Campione presenti nel blog



                                       

                                   Astor Piazzolla - Resurreción del Ángel 



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