Poesie, Racconti e Musica d’autore

"Scrivere poesie non è difficile; è difficile viverle." (Charles Bukowski)

Viviamo assieme una poesia, un racconto, una canzone o un quadro d'autore, lasciate un vostro commento ai post, per noi sarà un piacere leggervi.

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sabato 30 ottobre 2010

Basta stragi di Gabriele Prignano















Basta stragi

Sulla terra torbida dove nuovo
non splende
forza trarremo un giorno
da debolezza ignara
e ai colori che piovono
dalla fontana del cielo
ristoreremo gli occhi
e il rombo del dolore
e il pianto cupo
piombo saranno e pietre.
Sgretoleremo mani assassine
e lanceremo le briciole nel fuoco
e sapore amaro
non avrà più il cielo
né folli danze senza meta
né orde di parole senza senso
né cronache perverse
di speranze perse.
Nuvole giocose in corsa in cielo
battibeccando solleveranno
polvere d’acqua e di sole
sopra il mare disteso.


Tutto cambia nel tempo, tutto si rivolge. Anche i tiranni, prima o poi, cadono. Purtroppo, il male è profondamente ostinato e tenace: torna puntualmente con un vestito e un nome nuovi. E guerre e fame urlano dolore e rabbia negli esseri umani. E’ il Sogno (gli ideali) che ci dà forza. Il sogno rappresenta un’energia possente, in grado di trasformare tutto, coinvolgendo tutti. A fare la storia sono, infatti, i grandi sognatori , che spesso sacrificano la propria vita: non i vili, non i rassegnati, non coloro che si limitano a prendere atto e, prendendo atto di una realtà (per altri) insopportabile, tacciono, nel loro oscuro pessimismo. E’ da queste riflessioni che nascono questi versi. Gabriele Prignano

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mercoledì 27 ottobre 2010

Poesie per sempre: Verrà la morte e avrà i tuoi occhi di Cesare Pavese

Verrà la morte e avrà i tuoi occhi-
questa morte che ci accompagna
dal mattino alla sera, insonne,
sorda, come un vecchio rimorso
o un vizio assurdo. I tuoi occhi
saranno una vana parola
un grido taciuto, un silenzio.
Così li vedi ogni mattina
quando su te sola ti pieghi
nello specchio. O cara speranza,
quel giorno sapremo anche noi
che sei la vita e sei il nulla.

Per tutti la morte ha uno sguardo.
Verrà la morte e avrà i tuoi occhi.
Sarà come smettere un vizio,
come vedere nello specchio
riemergere un viso morto,
come ascoltare un labbro chiuso.
Scenderemo nel gorgo muti.



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domenica 24 ottobre 2010

BOTTOMS & JOYSTICKS di Maurizio Alberto Molinari

Mattina fatata
o nuova angoscia guantata,
scorrono isteriche immagini
tra manopole e bottoni
d’indemoniato vigore,
scarnificano vite
come arcieri precisi,
bruciano famiglie,
ne affamano le figlie.
La seduta distante
non basta al questuante,
corrono audaci le figure
fermato dall’istinto,
premiate in qualche istante.
Ombre tetre
susseguono caparbie
in orologi mai sganciati,
in fatiche quotidiane
alternate a semplici
tracce d’uomo…
Il senso della vita
fluisce altero
nella società malata,
vestita di moda e disperazione,
vissuta malata
sotto il giogo
d’uno stato minore.

In Bottoms & Joysticks tratto un tema terribile e quasi dimenticato: la dipendenza dal gioco e dai Video Poker. Questa poesia parla del vizio e del male che causano le “malefiche macchinette” (ormai dentro ogni bar – non solo nelle sale giochi e casinò), racconta di famiglie ridotte sul lastrico e di “figlie affamate”, di manopole e bottoni scoperte per caso, guardando un amico che giocava per passare 10 minuti… Parlano tuttavia anche di uomini e donne (ma attenzione… anche di donne!) che abbandonano la realtà per inseguire un sogno che sa di diabolico, che emana un profumo estatico (come una dose di stupefacenti) e che tuttavia non ricorda bene la figura che manovra i fili di questa ennesima disgustosa vicenda: uno Stato minore (che nella poesia è presentato volutamente in “minuscolo”). Viviamo in un assurdo contesto dove noi, cioè la Società - attraverso i suoi/nostri esponenti dirigenziali - si comporta come il peggiore degli usurai, una “specie” di biscazziere privilegiato e autorizzato senza ritegno o pudore, pronto a distruggere le persone in onore del semplice profitto.

martedì 19 ottobre 2010

Poesie per sempre: Ancora ti amerò di Federico Garcia Lorca

Pronuncio il tuo nome
nelle notte buie,
quando gli astri vanno
a bere alla luna
e dormono gli alberi
delle foreste cupe.
Ed io mi sento vuoto
di passione e di musica.
Orologio impazzito che canta
morte ore antiche.

Pronuncio il tuo nome
e in questa notte buia,
il tuo nome suona
più lontano che mai.
Più lontano delle stelle,
più dolente della spiaggia quieta.

Ancora ti amerò
come allora? Quale colpa
ha il mio cuore?
Se si alza la nebbia
quale nuova passione m'attende?
Sarà tranquilla e pura?
Potessero le mie mani
sfogliare la luna!



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Su suggerimento di Mario Donatiello 'Crepuscula Solidao' eseguita magistralmente dalla grandissima Cesaria Evora. Grazie Mario.




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domenica 17 ottobre 2010

Fantasmi di Paola Maria Leonardi

(Andando contro il tempo-Nic)













Fantasmi

.... profonda è la notte
come il tuo cuore,
procedi
con silenziosi i passi
verso un mistero
senza fine.
Non dicesti mai ti amo
ma so che l'hai pensato;
nasconde misteri
il buio nascondiglio,
cela simboli arcani,
pieni di lacrime esitanti,
tra sorrisi tremanti,
dolore ,
lieve vergogna.
Fantasmi del passato
riaffiorano prepotenti
come maree,
ritornano sempre..
Tu sorridi
ti nascondi,,
dillo a me il tuo segreto
in confidenza,
piano,
nell'immenso spazio
della casa vuota
.... profonda è la notte,
come il tuo cuore,
procedi
con silenziosi i passi
verso un mistero
senza fine.
Non dicesti mai ti amo
ma so che l'hai pensato;
nasconde misteri
il buio nascondiglio,
cela simboli arcani,
pieni di lacrime esitanti,
tra sorrisi tremanti
dolore ,
lieve vergogna.
Fantasmi del passato
riaffiorano i prepotenti
come maree,
ritornano sempre..
Tu sorridi
ti nascondi,,
dillo a me il tuo segreto
in confidenza,
piano,
nell'immenso spazio
della casa vuota
rimbomba il dolore
di una pace triste.

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I fantasmi rappresentano il nostro buio interiore, costellato da errori, non sempre intenzionali, spesso dettati dalla superficialità e dal quel senso di disincanto che è proprio della giovinezza.
Più il tempo passa, e più s'affaccia prepotente la consapevolezza di una nostra coscienza, di cui spesso ignoriamo la presenza e la valenza intimistica che invece l'esistenza nostra le riconosce giustamente.
Il sottofondo è l'autunno, una stagione che induce a riflessioni introspettive, con l'aiuto della luce spenta, e dalle foglie ingiallite in terra nei parchi semivuoti di giornate senza tempo.
C'è un velato riferimento alla fanciullezza, quando tutto ppare meno complicato di quello che è nella realtà, dov'è finito il bel tempo, mi domando, era carico di spettative spesso disattese per il carico di promesse fatte a noi stessi e mai mantenute




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mercoledì 13 ottobre 2010

Poesie per sempre: I RAGAZZI CHE SI AMANO di Jacques Prévert

I ragazzi che si amano si baciano in piedi
Contro le porte della notte
E i passanti che passano li segnano a dito
Ma i ragazzi che si amano
Non ci sono per nessuno
Ed è la loro ombra soltanto
Che trema nella notte
Stimolando la rabbia dei passanti
La loro rabbia il loro disprezzo le risa la loro invidia
I ragazzi che si amano non ci sono per nessuno
Essi sono altrove molto più lontano della notte
Molto più in alto del giorno
Nell'abbagliante splendore del loro primo amore

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domenica 10 ottobre 2010

IO STANOTTE di Bruno Zapparrata

Io stanotte pazzianno cu 'e stelle,
quanno cadòno e affonnano a mmare,
sento addore d''e sciure cchiù belle,
mentre ll'acqua nu specchio me pare...
Palummelle ca pittano ncielo,
nu Rusario 'e lampare luntane,
nnanza a ll'uocchie se stenne nu velo,
na chitarra mi chiagne p''e mane...
Sulitaria st' arena e 'a canzona,
sta cantanno 'o culore curvino,
sta chitarra ca chiagne e ca sona,
pe dduje uocchie ca sento vicino...
Nonna nonna a sti stelle curvine,
sta canzona pe ll'aria cammina,
resta nterra na rosa cu 'e suonne
ca se sperdono mmiezo a chest'onne...

Traduzione letteradi di IO STANOTTE...di Bruno Zapparrata Ed.2000...1992

Io stanotte, scherzando con le stelle,
quando cadono e si tuffano a mmare,
sento il profumo dei fiori più belli,
mentre l'acqua uno specchio mi pare...
Piccole farfalle dipingono in cielo,
un Rosario di lampare lontane,
davanti agli occhi si stende un velo,
una chitarra piange tra le mani...
Solitaria è la spiaggia e la canzone
sta cantando il colore corvino,
tu chitarra che piangi col suono
per due occhi che sento vicino...
Nonna nonna a queste stelle corvine,
la canzone per ll'aria cammina,
resta a terra una rosa coi sogni
che si perdono tra il rollìo delle onde...

Bruno Zapparrata

Questa è una sensazione ed un pensare durante una delle passeggiate serali che da solo amavo fare dopo cena sulla battigia del mare, dove ti tiene compagnia solo l' andirivieni delle onde...Momenti di pace, di tranquillita' e di riordino delle idee...dalle realizzate e quelle irrealizzabili, a quelle che potevi e non sono state e a quelle che non volevi e che invece sono state e allora si pensa, si pensa seduto a volte su di una delle code del pattino che strazione a riva in attimi che nessuno disincanta.

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mercoledì 6 ottobre 2010

Poesie per sempre: Donna di Rabindranath Tagore
















Donna

Donna, non sei soltanto l’ opera di Dio,
ma anche degli uomini, che sempre
ti fanno bella con i loro cuori.

I poeti ti tessono una rete
con fili di dorate fantasie;
i pittori danno alla tua forma
sempre nuova immortalità.

Il mare dona le sue perle,
le miniere il loro oro,
i giardini d’ estate i loro fiori
per adornarti, per coprirti,
per renderti sempre più preziosa.

Il desiderio del cuore degli uomini
ha steso la sua gloria
sulla tua giovinezza.

Per metà sei donna, e per metà sei sogno.

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domenica 3 ottobre 2010

Aspettando il tramonto di Daniela Fenoaltea

(Terra e Fuoco - Rosalba Mangione)


















Aspettando il tramonto

Abiti luridi sparsi
nel profumato bosco
felci e finocchi selvatici.

Sul muschio le nostre impronte.

Le betulle origliano
spiati sospiri sconosciuti
ronzio di parole sul verde mantello.

La carne odora di fango.

Si aggirano ombre cinesi
volteggiano le mani fugaci
fronde muovono accese fantasie
ed il suono del vento vive.

Schiene stanche poggiate
sul manto erboso
trasudano ore che fuggono.

Foglie lanceolate senza pudore
tracciano le linee del piacere.

Al tramonto la luce
cattura volti distesi
noi viticci dormienti
lietezza
consumata passione.

Sfuggire dalla normalità e farsi catturare dalla forza e bellezza della natura.
Per gli amanti, spogliarsi e fondersi mentre lentamente gli alberi cominciano ad infittirsi, diventa uno spazio intimo, nel quale abbandonarsi ai sensi e alla fantasia.
La natura, un luogo mistico in cui l'anima può dare sfogo alle proprie emozioni.
Palpita la vita nell'accavallarsi dei corpi, in un groviglio di linee e colori.
Il respiro, vibrante canto nell'aria, richiamo di una sensualità pura.(Daniela Fenoaltea)

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