
Su specchi
riflesso a me accanto
te ho visto, adolescente
scolpito luminoso corpo,
eppur morta tra noi parola.
-a dolce dannato settembre
imposto tuo tempo,
fissata da cinque anni
tua stagione-
Per segni d’ altri, solo in altri scorti
devastata invece mia figura:
ormai appassita pelle
stanca desolata e piaghe scure,
sotto occhi.
Cinti circondati fianchi
segreti in bianco corto telo,
anch' io per pudore coperto
a imitarti, ancora sei perfetto;
distesi allora insieme
dentro calda speziata vasca,
vicini fraterni uguali
tra gente diversa, che non può capire.
In placido oscuro inverno
solo vortica vento e qualche ramo:
ma dentro tiepida acqua
è nostra sosta,
fuga da tempo da rapina di anni
che lugubri, sopra tuo ricordo
come nebbia scolorano.
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