Poesie, Racconti e Musica d’autore

"Scrivere poesie non è difficile; è difficile viverle." (Charles Bukowski)

Viviamo assieme una poesia, un racconto, una canzone o un quadro d'autore, lasciate un vostro commento ai post, per noi sarà un piacere leggervi.

Preghiamo gentilmente tutti quelli che postano il loro commento scegliendo l'opzione 'Anonimo' di blogger di firmarlo, grazie. ros e massimo

Translate

domenica 20 marzo 2011

E CAMMINO CAMMINO di Marinella Fois




















(P. Picasso - Les Demoilles d'Avignon - 1907)


E CAMMINO CAMMINO

E cammino e cammino senza sapere dove andare
le mani in tasca il passo lento
come bussola solo il vento.
E lampioni in confusione
di donne di ogni nazione
le gambe spoglie ad aspettare clienti da soddisfare.
Sotto la terra bruciata da promiscuo sesso
il cielo urla per la bimba stuprata o per la donna violentata.
E cammino e cammino
oltre la vita oscura del destino
finiscono le figure in un fluire di musiche stonate
di tasche vuote d’avventura.
Là dove il porto mi conduce non c’è bisogno di luce
una taverna una panchina
dentro la faccia della terra
si giocano a carte e bicchieri di vino, sia le mutande che il proprio sesso.
E cammino e cammino
Selvaggio vento di maestrale riporta l’eco del vicino
e lo trasforma in temporale.
Piange una donna e il suo bambino
senza giaciglio a scaldare la fredda notte da sbarcare.
Con cinque soldi che ci può fare? come riuscire a campare?
Sente l’odore che vien dal mare
E allora aspetta un pescatore che la riscaldi anche sul ponte che sa di sale
come la mareggiata del cuore.
E cammino e cammino
Io vagabondo senza timone
Le mani in tasca
Il bavero sollevato senza sapere dove andare.


Questa poesia è figlia dell'aurora. Nasce come testo musicale. Di solito per andare e tornare dalla città (Cagliari) devo passare lungo un viale dove ragazze di ogni nazione sostano seminude a cielo aperto e nei freddi giorni d'inverno qualcuna sosta accanto ad un fuocherello rimediato con sterpaglie dei bordi della strada. Nel vedere tanta carne fresca al macello, molte volte mi sono messa in discussione. Ho sempre provato tenerezza nei loro confronti. Così la domanda nasce spontanea, per scelta o costrizione?...donne di serie "c" ?
Ringrazio tutto lo staff di questo blog, che mi ha offerto la possibilità di farne parte. Marinella Fois




condividi il post su


domenica 13 marzo 2011

VOLA E VA'... di Bruno Zapparrata

Sta' sempe na muntagna
ca 'o mare t'annasconne,
e quanta, quanta lune
hanno sfrunnato 'e suonne...
Perle 'e mimose a ll'aria, nfos''e sole,
cantano 'a primmavera e na campana
sceta d''o suonno 'e vierno 'e primme viole,
sotto 'o mutivo argiento 'e na funtana...
'E penziere secutano 'e penziere
straccianno 'a cielo lampe 'e libbertà,
s'è fatta gialla l'acqua int''o bicchiere,
'o calannario è fronna, vola e va'...
veco luntano 'o mare...
non saccio che d'è 'o cielo....
Terra int''a terra e lacreme fernute,
libbro d''a vita...pagine ngiallute.


VOLA E VA'... di Bruno Zapparrata Ed.2000 1991- Siae 88488


Traduzione letterale e non poetica della poesia in lingua napoletana VOLA E VA' di Bruno Zapparrata

C'è sempre una montagna
che il mare ti nasconde...
E quante quante lune
hanno sfrondato i sogni...
Perle di mimose, all'aria, bagnate di sole,
cantano la primavera e una campana
sveglia dal sonno invernale le prime viole
sotto l'argenteo motivo di una fontana...
I pensieri rincorrono i pensieri,
stracciando dal cielo lampi di libertà,
si è fatta gialla l'acqua nel bicchiere,
il calendario è foglia, vola e va'...
Vedo lontano il mare...
non so' cosa è il cielo...
Terra nella terra e lacrime finite,
libro della vita, ... pagine ingiallite...

clicca QUI per leggere tutte le poesie di Bruno Zapparrata presenti in questo blog









condividi il post su

domenica 6 marzo 2011

I RICORDI DEL CUORE di Rosa Linda Cassese

I ricordi d’infanzia perduta
di coccole profuse e soffuse
di pochi baci dati e rubati

ricordi di bimba “vispa”, allegra
un’allegria apparente, sofferta
gaiezza non gaia, festosa

sofferenza interiore, fatta di
parole, domande impertinenti
senza sorriso, non risposte, cenni

ricordi di una vita scorrevole
d’affetto, rispetto, poco diletto
studio intenso e positivo

ricordi di una casa avita
impresso ancor il profumo di te
Mamma, che amavi le violette

ti dilettavi a far uncinetto
che cantavi con la voce garrula
uccell ingabbiato per la vita

stereotipata, affaticata
ricordi di tanta tenerezza nel
cuor, reso arido da solitudo

scarso riscontro, unico conforto
la poesia…
quando non viene mortificata
in versi, in metrica, assonanza!


I ricordi affiorano sempre, quelli di infanzia ed adolescenza sono tornati alla memoria, tornando alla casa avita, dove avverto come per incanto, tutti i baci che ho elargito ai genitori e ricevuto, e dove sento nell'aria il profumo preferito della mamma, quello di violette. Ringrazio Grazia e tutto lo staff di questo blog che mi ospita. Rosa Linda Cassese





(Dipinto:Claude Monet - Camille Monet con bambino (1875)


condividi il post su

domenica 27 febbraio 2011

IL MIO SOLE di Gabriele Prignano



Se più non sfioro ghirlande di luminosi frutti
dono d’anima e generoso corpo d’amante
se lenti rintocchi da ligneo mio cuore odi
e se nuda ancora sei ai miei occhi dispersi
oggi che cieco sono e perso ho il sole
stringi corpo languente
che lamentoso corre
incontro a sepolcrale cielo
bacia mie labbra
Se più non sfioro ghirlande di luminosi frutti
dono d’anima e generoso corpo d’amante
se lenti rintocchi da ligneo mio cuore odi
e se nuda ancora sei ai miei occhi dispersi
oggi che cieco sono e perso ho il sole
stringi corpo languente
che lamentoso corre
incontro a sepolcrale cielo
bacia mie labbra
lascia segno e ricordo
riempi come ampolla mio cuore
di liquorosi sorrisi
lancia grido forte, forte
come forte è destino
e ferma amara sorte
trattienimi un giorno
un giorno ancora un solo giorno
perché possa amarti ancora
e tu lasciare
traccia di tuo calore in me
prima che sole muoia
prima che tuo grido si spenga
e prima che cielo dispieghi
azzurro suo mantello
a nuova luce vita nuovo amore.

Ho espresso il personale tormento dell'uomo che ama e avverte non lontana la Fine. Una situazione nella quale credo che ciascuno di noi ci si potrebbe riconoscere: la morte porta via non solo noi, ma anche tutti i nostri sogni, strappandoci all'Amore.
(Gabriele Prignano)



condividi il post su

domenica 20 febbraio 2011

La guerra di MARIA CARRASSI

LA GUERRA
(Tristi ricordi della mia precedente incarnazione)

Avevo tre anni … Mi disse papà:
-No!- guerre più non ci saran …
Io tremavo all’idea di morire
L’idea della guerra mi faceva soffrire

Negli occhi il ricordo di sangue e di orrori
esplosione di bombe e devastanti vapori
l’aereo che sgancia e il terrore che incombe
spauriva il mio cuore in cerca di amore.

Il tempo è passato … ma nulla è cambiato
Odio il sangue … odio il dolore …
La sofferenza inutile e stolta …
Gettiamo nel fango … non sappiamo perchè
La cosa più bella che al mondo c’è …
La vita dell’uomo è un bene prezioso
perchè non usarla per fare del bene ?
perchè ci uccidiamo …perchè ci spiamo
perchè c’industriamo per fare del male ?

No … uomo … no … Così non può andare
Se ami la vita non puoi continuare
Freddo e insensibile non puoi rimanere
Se un bimbo ti guarda e ti chiede del pane
Non puoi non soffrire se sangue innocente
Si versa soltanto per pura follia

Si chiedono aiuti … Si fanno cortei
S’inneggia alla pace … Ma tutto rimane
Così come prima
Perchè per cambiare ci vuole coraggio
E l’uomo è vigliacco
E pur di arricchire su ogni tragedia
Ci specula e ride
Nel vuoto interiore non sa dove andare
Ed ogni sua azione è espressione del male.

Noi ora qui siamo veri fratelli
Insieme lottiamo per diffondere amore
E sul male che incombe avremo vittoria
Se insieme restiamo con tenacia e coraggio.


Questa poesia rappresenta un lamento,l’espressione del dolore provato dopo aver letto un articolo che mostrava una bimba in lacrime perchè un soldato le aveva ucciso i genitori … la guerra è stato per me un incubo sin dai primi anni della mia vita, a 3 anni infatti spesso piangevo e dicevo a mio padre che non volevo che il mio fidanzato andasse in guerra … strano per una bambina di 3 anni, ma mio padre, un grande uomo, ogni volta che accadeva, con pazienza, mi accoglieva tra le sue braccia e cercava di farmi capire che guerre non ce ne sarebbero state più … solo chi ha vissuto sulla sua pelle certe esperienze può capire veramente cosa significa … il dramma comunque continua perché anche oggi il male è padrone dell’uomo … questa mia composizione fu scritta con l’intento di stimolare i fratelli di FB, ad operare sempre per il bene e a contrastare il male … soprattutto in considerazione delle conseguenze da esso prodotte. Maria Carrassi



condividi il post su

mercoledì 16 febbraio 2011

Poesie per sempre: Rosa Pupurea di Hermann Hesse


(INNAMORATI TAHITIANI  di Paul Gauguin)

Rosa Pupurea

Ti avevo cantato una canzone.
Tu tacevi. La tua destra tendeva
con dita stanche una grande,
rossa, matura rosa purpurea.

E sopra di noi con estraneo fulgore
si alzò la mite notte d'estate,
aperta nel suo meraviglioso splendore,
la prima notte che noi godemmo.

Salì e piegò il braccio oscuro
intorno a noi ed era così calma e calda.
E dal tuo grembo silenziosa scrollasti
i petali di una rosa purpurea.





condividi il post su


domenica 13 febbraio 2011

TU CHE SEI... di Maria Vittoria De Nuccio


















(Picasso "Los Tres Músicos" 1921)


Tu che sei...
lo specchio trasparente
di ogni mio pensiero
e hai asciugato
tutte le mie lacrime,
dissolvendo la mia malinconia.
Tu che sei...
la musica di sottofondo
per i miei giorni inquieti
e dirigi con maestria
la grande orchestra
che esplode in me.
Tu che sei...
i coriandoli di luce
di notti scure
e socchiudi i miei occhi
cullandomi con note
di silenzio e di respiro.
Tu che sei...
attimi che non vorrei far fuggire,
simili ad intense note
di uno spartito,
che si fondono in un duetto
come fossero un delicato abbraccio.



La Musica e le parole, una commistione di astrazione e melodia. Le parole le uso come linguaggio alternativo a quello musicale, ma esse si fondono perfettamente ai suoni, per riuscire a far rivivere i ricordi, i pensieri, le emozioni, le sensazioni ed i sogni. Questo mio scritto è una dedica d'amore al mio strumento, il flauto...tu che sei...attimi che non vorrei fuggire... Un grazie di cuore a tutto lo staff di questo blog che mi ospita e a coloro che condivideranno i miei versi. Maria Vittoria De Nuccio





condividi il post su

mercoledì 9 febbraio 2011

Poesie per sempre: Il Sogno di Sergio Bambarén

(dipinto di Rosalba Falzone)




















I sogni sono fatti di tanta fatica.
Forse, se cerchiamo di prendere delle scorciatoie,
perdiamo di vista la ragione
per cui abbiamo cominciato a sognare
e alla fine scopriamo
che il sogno non ci appartiene più.

Se ascoltiamo la saggezza del cuore
il tempo infallibile ci farà incontrare il
nostro destino.

Ricorda:
Quando stai per rinunciare,
quando senti che la vita è stata
troppo dura con te,
ricordati chi sei.

Ricorda il tuo sogno.

Ci sono cose che non puoi vedere con gli occhi,
devi vederle con il cuore e questo non è facile

Se ritrovi lo spirito della giovinezza dentro di te
con i ricordi di adesso ed i sogni di allora
potrai farlo rivivere e cercare una strada nell'avventura
che chiamiamo vita verso un destino migliore
e il cuore non sara' mai stanco.

Alcune cose saranno sempre piu' forti del tempo e della distanza
piu' profonde del linguaggio e delle abitudini.

Seguire i propri sogni è imparare ad essere se stessi e condividere con gli altri la magia di questa scoperta.




condividi il post su

domenica 6 febbraio 2011

Il viaggio di Fiorella Silvi

(metà donna metà farfalla, dipinto di Stefania Maronese)



















Il viaggio

Piedi scalzi
attraverso infiniti ponti
lasciando impronte
della mia pelle
Non mi volto a guardare....mai
Da un isola all' altra
percorro oceani
di solitudini
di uomini nudi
di bugie
di tradimenti
di verità nascoste
di sogni sognati
di vite non vissute
mare d'acido
che mi corrode
Imperativo l'approdo
sulla terraferma
Non ho più piedi
spolpati ormai
e sanguinanti
Userò...
le ALI

La vita non è stata tenera con me gli eventi che l' hanno attraversata però hanno potuto intaccare solo i miei piedi. Questo mi ha permesso di scoprire che avevo una possibilità di continuare il viaggio stando "al di sopra" di tutto.
Nella dimensione dello Spirito non servono i piedi... ma le ALI.
Ho scoperto di avere le ali, non mi restava che usarle e così ho imparato a VOLARE.....(Fiorella Sivi)






condividi il post su

mercoledì 2 febbraio 2011

Poesie per sempre: NON SONO NULLA di Fernando Pessoa

Non sono nulla, non posso nulla,
non perseguo nulla.
Illuso, porto il mio essere con me.
Non so di comprendere,
né so se devo essere,
niente essendo, ciò che sarò.
A parte ciò, che è niente, un vacuo vento
del sud, sotto il vasto azzurro cielo
mi desta, rabbrividendo nel verde.
Aver ragione, vincere, possedere l’amore
marcisce sul morto tronco dell’illusione.
Sognare è niente e non sapere è vano.
Dormi nell’ombra, incerto cuore.


clicca QUI se vuoi leggere tutte le poesie contenute nella rubrica 'Poesie per sempre'

Fernando António Nogueira Pessoa (Lisbona, 13 giugno 1888 – Lisbona, 30 novembre 1935) è stato un poeta e scrittore portoghese.
È considerato uno dei maggiori poeti di lingua portoghese, e per il suo valore è comparato a Camões. Il critico letterario Harold Bloom lo definì, accanto a Pablo Neruda, il poeta più rappresentativo del XX secolo.
Avendo vissuto la maggior parte della sua giovinezza in Sudafrica, la lingua inglese giocò un ruolo fondamentale nella sua vita, tanto che traduceva, lavorava, scriveva, studiava e perfino pensava in inglese. Visse una vita discreta, trovando espressione nel giornalismo, nella pubblicità, nel commercio e, principalmente, nella letteratura, in cui si scompose in varie altre personalità, note come eteronimi. La sua figura enigmatica interessa gran parte degli studi sulla sua vita e opera, oltre ad essere il maggior autore della eteronomia.




condividi il post su

domenica 30 gennaio 2011

Shoah - Lacrime di MARIA SAVASTA

Ha lacrimato
piaghe e terre
orfani d'oli e vini.
Ha leccato
rappreso sale
su tremolanti labbra
e mangiato ambàscia.
Non annega la vita
galleggia sul mar
dell'incertezza
di pianto
ricolma.
...E canta il gallo
ad ogni tradimento...
ORA...
Prosciugati occhi
di perduta lacrima
interroriti,
urlano...


Questa mia breve elegia (poesia triste o malinconica) fa parte di una mia silloge di "Poesie dell'anima" dedicate e scritte per tutta la sofferenza innocente con particolare riferimento a quella dei piccoli, spesso torturati, uccisi, seviziati anche nei nostri giorni: campi di concentramento, orfanotrofi, sparizioni nel nulla per traffico d'organi, ecc...
Ricordiamo Haiti...
In particolare questa mia poesia scritta d'impeto riflettendo sulle atrocità umane, passate e presenti, è dedicata alla piccola Anna Frank morta pochi mesi prima della liberazione, nel campo di concentramento di Bergen-Belsen, colpevole solo d'essere ebrea; e provando compassione (cioè facendo propria la passione "con - passione" degli innocenti) spesso vittime oltre che della gratuita crudeltà umana, anche dei tradimenti degli amici, come successe a diverse famiglie ebraiche fra le quali la famiglia Frank, tradite dagli amici per pochi soldi...
Ho visto foto orribili di piccoli uccisi ai quali la morte aveva cancellato tutto, escluso il terrore sempre vivo negli occhi.....!
"Se questo è un uomo" (Primo Levi)... mi vergogno d'esserlo.
A tutti i sacrificati sull'altare di un'ideologia, in piedi li saluto chiedendo perdono e donando amore...
Maria Savasta




condividi il post su

mercoledì 26 gennaio 2011

Poesie per sempre: IL TUO SORRISO di Pablo Neruda

Toglimi il pane, se vuoi,
toglimi l’aria, ma
non togliermi il tuo sorriso.

Non togliermi la rosa,
la lancia che sgrani,
l’acqua che d’improvviso
scoppia nella tua gioia,
la repentina onda
d’argento che ti nasce.

Dura è la mia lotta e torno
con gli occhi stanchi,
a volte, d’aver visto
la terra che non cambia,
ma entrando il tuo sorriso
sale al cielo cercandomi
ed apre per me tutte
le porte della vita.

Amor mio, nell’ora
più oscura sgrana
il tuo sorriso, e se d’improvviso
vedi che il mio sangue macchia
le pietre della strada,
ridi, perché il tuo riso
sarà per le mie mani
come una spada fresca.

Vicino al mare, d’autunno,
il tuo riso deve innalzare
la sua cascata di spuma,
e in primavera, amore,
voglio il tuo riso come
il fiore che attendevo,
il fiore azzurro, la rosa
della mia patria sonora.

Riditela della notte,
del giorno, della luna,
riditela delle strade
contorte dell’isola,
riditela di questo rozzo
ragazzo che ti ama,
ma quando apro gli occhi
e quando li richiudo,
quando i miei passi vanno,
quando tornano i miei passi,
negami il pane, l’aria,
la luce, la primavera,
ma il tuo sorriso mai,
perché io ne morrei.


clicca QUI se vuoi leggere tutte le poesie contenute nella rubrica 'Poesie per sempre'







condividi il post su

domenica 23 gennaio 2011

Parole nascoste di Grazia Finocchiaro

È con vero piacere che io e Massimo diamo il benvenuto, nel nostro piccolo team di gestione del blog, a Grazia Finocchiaro, più volte presente in questo blog come poetessa.
La sua poesia di oggi parla di delusioni derivanti da amicizie finte. L'amicizia come l'amore é un sentimento difficile da gestire, il feeling tra due persone nasce e tante volte si consuma senza un perché. Credo fermamente nell'amicizia, forse più dell'amore, ma le persone a cui do la mia fiducia sono veramente poche e quelle poche persone hanno un posto privilegiato nel mio cuore. Buona Poesia a Tutti.



Parole nascoste

Amaramente
lo scorrere del tempo
le parole dette
di nebbia copre.
Non più un rigo
di quel ch’è scritto
non una parola
di quel ch’è detto.

Sfugge chiunque
di fronte a verità
stringe in pugno
parole d’amore finte.

Sotto le suole finiscono
i fasulli sorrisi
sotto grondaie si resta
per coprirsi da malintesi.

Forte è la falsa parola
…su mezza guancia
amaro il sorriso,
stretti gli occhi per celare
quel che non si vuole svelare.

Per nessuno il trofeo è disposto
nella vuota bomboniera
…niente ci sarà di mielato.



Trovare persone autentiche con cui instaurare un rapporto di amicizia non è sempre un'utopia, bensì, secondo il mio pensiero, è più utopia trovare la persona amica che possa restare tale, rispettando sempre i canoni di questo grande sentimento.
Questi versi che vengono proposti alla lettura degli amici, sono scaturiti - come ben dico nella poesia - da un insieme di fatti e di parole che mi hanno arrecato un senso di delusione.
Nonostante l'accaduto, credo che l'amicizia sia un sentimento che ha il grande potere di far superare lo scoglio della diffidenza, rendendo un quotidiano sereno, quando questa é vera amicizia.
Un grazie di cuore a Rosalba e a Massimo per la loro simpatia , la loro fiducia e stima nei miei confronti e il loro assiduo impegno in questo blog e a chiunque visita questa cara oasi di poesia.
Grazia Finocchiaro


clicca QUI se vuoi leggere tutte le poesia di Grazia Finocchiaro presenti in questo blog








condividi il post su



domenica 16 gennaio 2011

TAMMURRIATA 'E VIERNO di Bruno Zapparrata

(Malinconia di Edvard Munch, olio su tela 1894-1896)















TAMMURRIATA 'E VIERNO

Albere annure e fronne sparze nterra
pe cummiglia' cu na cuperta d'oro
tutt''e suspire 'e vierno...
Na tammurriata 'e viento nfaccia 'e llastre,
me dice ca l'autunno se n'è ghiuto;
l'onna ngrifata sbatte forte 'a rena,
po' s'abbraccia 'a scugliera...
No nun parla' e avuotele chist'uocchie.
Io m'arricordo 'e quanno
quanta calore dive a chistu core,
mo ca 'e vierno e nu gelo l'arravoglia...
Cerco 'e vede' si 'o blu sta sempe ncielo
e a mmare stesse ancora na Sirena...
Ma 'o rummore d''o viento, se sente,
è cchiu forte e accummencia a siscà,
e sti llastre, tremmanno,
sferzate d''o viento,
te stanno a chiamma'...
E tu invece tra mille penziere...
luntano staie gia'...

Traduzione letterale e non poetica della poesia Tammurriata 'e Vierno di Bruno Zapparrata

TAMBUREGGIATA D'INVERNO

Alberi nudi e foglie sparse in terra
per nascondere con una coperta d'oro
tutti i sospiri dell'inverno...
Un tambureggiare di vento, sui vetri,
mi dice che l'autunno se n'è andato,
l'onda arrabbiata batte forte la sabbia
poi s'abbraccia con la scogliera...
No, non parlare e girali i tuoi occhi.
Io mi ricordo di quando,
tanto calore davi a questo cuore
adesso che l'inverno di gelo l'avvolge...
Cerco di guardare se il blu è sempre in cielo
e a mare alberga ancora una Sirena...
Ma il rumore del vento si sente
e più forte incomincia a fischiare,
ed i vetri tremando,
sferzati, ululanti,
ti stanno a chiamare...
e tu invece, tra mille chimere
volando già stai...


A questa poesia il commento deve essere sintetico giocoforza in quanto è uno spaccato sin troppo chiaro, spiegato a chiare lettere nello scritto tra i soliti scenari..Lei, Mare e Cielo, elementi insostituibili per ricavarne a volte, quando l'animo è preso, mille sensazioni e le sembianze di chi per natura accende passioni durature nell'animo.Questo scritto è un misto di Malinconia e sofferenza nello stesso tempo che chiude in maniera irreversibile e chi di noi non c'è passato.? Grazie agli amici che interverranno...Bruno Zapparrata


clicca QUI per leggere tutte le poesie di Bruno Zapparrata presenti in questo blog





condividi il post su

martedì 11 gennaio 2011

Le Nuvole di Fabrizio De André

L'11 gennaio 1999 si spegneva lasciando un vuoto incolmabile in tutti quelli che l'hanno amato e continuano ad amarlo Fabrizio De André. Io umilmente mi annovero tra queste persone. Mi piace ricordarlo con una frase detta da lui in un'intervista a proposito dei poeti:

"Benedetto Croce diceva che fino all'età dei diciotto anni tutti scrivono poesie e che, da quest'età in poi, ci sono due categorie di persone che continuano a scrivere: i poeti e i cretini. Allora, io mi sono rifugiato prudentemente nella canzone che, in quanto forma d'arte mista, mi consente scappatoie non indifferenti, là dove manca l'esuberanza creativa."(F.De André)..."


Le Nuvole

Vanno
vengono
ogni tanto si fermano
e quando si fermano
sono nere come il corvo
sembra che ti guardano con malocchio

Certe volte sono bianche
e corrono
e prendono la forma dell’airone
o della pecora
o di qualche altra bestia
ma questo lo vedono meglio i bambini
che giocano a corrergli dietro per tanti metri

Certe volte ti avvisano con rumore
prima di arrivare
e la terra si trema
e gli animali si stanno zitti
certe volte ti avvisano con rumore

Vanno
vengono
ritornano
e magari si fermano tanti giorni
che non vedi più il sole e le stelle
e ti sembra di non conoscere più
il posto dove stai

Vanno
vengono
per una vera
mille sono finte
e si mettono li tra noi e il cielo
per lasciarci soltanto una voglia di pioggia.

condividi il post su

domenica 9 gennaio 2011

In attesa del mattino di Claudio Giussani

Dove sono le luci dell'alba?

Forse nel sogno
tra sospiri
che brillano di fuoco.

Senza voce
ora
le mie labbra

quando fingo di dormire
tra lenzuola di silenzio
sulle corde di un flashback.

E languido è il passo
che ancor
viaggia nella notte

...in attesa del mattino

domenica 2 gennaio 2011

DOVE VANNO I FIGLI di Massimo Imperato

Son come uccelli i figli
e cercano un'uscita,
un varco per volare
che gli cambi la vita.

Puoi chiudere la gabbia,
stendere le tue reti,
sempre hanno la forza
di uscire coi segreti.

E svelti verso il mare,
poi li vedrai volare
con battiti di ali
tremanti ed irreali.

La rabbia scorre forte,
si mescola ai pensieri
gli animi rende ciechi
dei padri sempre seri.

Non serve preoccuparsi
se passa un mese o un anno,
lasciali volteggiare
poi a casa torneranno.

L'anno trascorso mi ha messo alla prova. Mia figlia improvvisamente e inspiegabilmente è andata via di casa. Allora è accaduto tutto ciò che avevo già scritto quando nessuno immaginava l'inaspettata svolta. Improvvisamente tutto è divenuto realtà e questi versi hanno assunto un grosso valore. Hanno la pretesa di dare una linea di comportamento che difficilmente un genitore riesce ad avere. E' inutile credere di sostituirsi ai figli cercando di dare il meglio. Bisogna offrire loro solo amore vero. Lasciarli andare per la loro strada amandoli da lontano. Se riusciremo in questo, dopo aver trovato la via, sentiranno prima o poi il bisogno di tornare da chi li ha cresciuti con amore. Almeno spero. Spero che l'unica quartina che non si è avverata, l'ultima, mi dia la sua conferma. (Massimo Imperato)


martedì 21 dicembre 2010

Poesie per sempre: E’ Natale di Madre Teresa di Calcutta


















E' Natale ogni volta
che sorridi a un fratello
e gli tendi la mano.
E' Natale ogni volta
che rimani in silenzio
per ascoltare l'altro.
E' Natale ogni volta
che non accetti quei principi
che relegano gli oppressi
ai margini della società.
E' Natale ogni volta
che speri con quelli che disperano
nella povertà fisica e spirituale.
E' Natale ogni volta
che riconosci con umiltà
i tuoi limiti e la tua debolezza.
E' Natale ogni volta
che permetti al Signore
di rinascere per donarlo agli altri.



clicca QUI se vuoi leggere tutte le poesie contenute nella rubrica 'Poesie per sempre'



condividi il post su

domenica 19 dicembre 2010

RENDIMI ALTARE di Angela Ragusa

rendimi altare, rilucente
di ori, giaciglio che nutre la mia fame,
prepara un anfratto nascosto nel “tu”

cura le ferite della mancanza, rendimi
ricca nell’assenza, non togliere agli occhi
rifugio nei tuoi angoli

proteggi il paradiso che siamo, inspira
il mio respiro che nutrirà il tuo giardino:
ogni fiore sbocciato, di devota carezza,

lusingherà la mia preghiera.

"Rendimi altare "è il titolo del mio primo libro di poesie, un 'opera prima edita dalla LietoColle. Il titolo prende spunto dall' omonima poesia che qui riporto e che apre la silloge. Ringrazio Massimo e Ros per la loro disponibilità. Angela Ragusa

mercoledì 15 dicembre 2010

Alla mia nazione di PIERPAOLO PASOLINI


Non popolo arabo, non popolo balcanico, non popolo antico

ma nazione vivente, ma nazione europea:

e cosa sei? Terra di infanti, affamati, corrotti,

governanti impiegati di agrari, prefetti codini,

avvocatucci unti di brillantina e i piedi sporchi,

funzionari liberali carogne come gli zii bigotti,

una caserma, un seminario, una spiaggia libera, un casino!

Milioni di piccoli borghesi come milioni di porci

pascolano sospingendosi sotto gli illesi palazzotti,

tra case coloniali scrostate ormai come chiese.

Proprio perché tu sei esistita, ora non esisti,

proprio perché fosti cosciente, sei incosciente.

E solo perché sei cattolica, non puoi pensare

che il tuo male è tutto il male: colpa di ogni male.

Sprofonda in questo tuo bel mare, libera il mondo.


clicca QUI se vuoi leggere tutte le poesie contenute nella rubrica 'Poesie per sempre'





condividi il post su

domenica 12 dicembre 2010

"PUISIA" di Lina La Mattina





                                             Lontani segni- Rosalba Mangione



Puisia

Ghioammara di pinzera vulissi
di lu ciriveddu scutulari…
siddu avissi un tilaru
li putissi tèssiri, arraccamari
e cu lu filu di li jorna
bianchi azzulati linzola
di stenniri a lu suli putissi fari.

Ma oramai comu pampini
e ciuri annacati di lu ventu
mi tremanu li manu
l’agugghia arrugginìu
tra li spinguli di lu tempu
e lu filu fradiciu di chiantu
s’aggruppa, ‘mpìnci ‘ntra lu pettu.

Perciò pirdunati
siddu a munzedda li sdivacu
scarabbucchiannu carta
e chiamànnula puisia
macari scippannu a cu’ ascuta
‘na lagrima, un suspiru
un mumentu di malancunìa.

Poesia

Gomitoli di pensieri vorrei
scuotere dal cervello …
se avessi un telaio
li potrei téssere ricamare
e col filo dei giorni
bianchi azzurrati lenzuola
da stendere al sole potrei fare.

Ma ormai come foglie e fiori dondolate dal vento
mi tremano le mani
l’ago s’è arrugginito tra gli spilli del tempo
e il filo fradicio di pianto
si annoda s’impiglia dentro al petto.

Dunque perdonate
se a mucchi li verso
scarabocchiando carta
e chiamandola poesia
magari strappando a chi ascolta
una lacrima
un sospiro
un momento di malinconia.

Clicca QUI per leggere tutte le poesie di Lina La Mattina presenti in questo blog

Questa poesia ha vinto "Primo Premio Assoluto' al concorso di poesia 'Elia Marani' per la sezione in Vernacolo.

Cara Rosalba, quello che posso dirti di questa poesia é che è stata scritta più di venti anni fa, quando ero ancora molto timida, riservata umile più che mai, portandomi dentro il grosso coplesso d'inferiorità per non avere titoli di studio, e quindi pochissima fiducia nelle mie capacità...pur se già avevo vinto nell'ottant'uno il primo premio "Marineo" quando ancora non l'avevano vinto neppure i professori che oggi siedono in giuria, ed ero riuscita a conquistare l'affetto e la stima del grande Ignazio Buttitta. Difatti ho un mare di poesie di questo genere e che non ho mai mandati a dei concorsi...perchè non mi sarei mai aspettata di vincere un primo premio assoluto con questa poesia, forse perchè mi sembrano sempre più belle quelle degli altri e sottovaluto le mie! Ma ora devo dire che sono molto felice di questo, é la prima volta che vinco un premio in siciliano a Massa Lombarda, e anche se modestamente sono giunta al 13° primo premio assoluto (difatti ho avuto la fortuna di non dover mai dividere con nessuno i miei premi), questo mi ha regalato una emozione in più! Grazie Rosalba e grazie sin d'ora a chi vorrà commentare. Ciao a tutti.





condividi il post su

BIANCO NEL NERO di Vincenzo Capitanucci

Il nero

le mie mani protese
nel buio

in un nulla di stella

il mio vuoto
dalla morte alla vita

le Tue braccia aperte
pronte
nell'accogliere

me

in uno spazio
bianco

nudo d'immenso


Vincenzo Capitanucci è uno di quei poeti che ha scoperto di volersi esprimere in versi da pochi anni. Si è lasciato "esplodere" componendo migliaia di poesie in forma libera. Esprime con efficacia il suo mondo interiore fatto di immagini e sensazioni delicate tutte permeate dalla forza dell'Amore che lo pervade. La sua lettura è sempre molto piacevole ed accarezza leggermente l'anima dando la sensazione di non volerla mai scalfire. Merita spazio nel panorama dei poeti emergenti.




condividi il post su

mercoledì 1 dicembre 2010

Poesie per sempre: SI T'O SAPESSE DICERE di Eduardo De Filippo

Ah... si putesse dicere
chello c' 'o core dice;
quanto sarria felice
si t' 'o sapesse dì!

E si putisse sèntere
chello c' 'o core sente,
dicisse: «Eternamente
voglio restà cu te!»

Ma 'o core sape scrivere?
'O core è analfabeta,
è comm'a nu pùeta
ca nun sape cantà.

Se mbroglia... sposta 'e vvirgule...
nu punto ammirativo...
mette nu congiuntivo
addò nun nce 'adda stà...

E tu c' 'o staje a ssèntere
te mbruoglie appriess' a isso,
comme succede spisso...
E addio Felicità!


clicca QUI se vuoi leggere tutte le poesie contenute nella rubrica 'Poesie per sempre'




condividi il post su

domenica 28 novembre 2010

Rossastre arsure di Pietro Vizzini

(foto di Pietro Vizzini)















Rossastre arsure

Fermentano strisce
grumi di gente
rossastre arsure
scheggiato oriente.
Giorno che passa
scorcio sospeso
e me stesso
scia sulla sabbia,
ricerco il sentiero
del mio volgere inquieto,
guardo un cielo suadente
illusione di occhi
dove si sfaldano dune
cavalli sussultano,
roventi sabbie
inghiottono spade,
specchi di battaglie
ricoperte d’argilla
tacciono al pellegrino
il non ritorno.
Urla nella notte Qadesh,
scudi di bronzo
respingono serpenti,
maschere d’oblio
carovane distanti
divorano morte,
piegate ginocchia
delle donne in lutto
avvolgono sudari,
tersi granuli ritornano
ancora muri terribili
e colonne di fumo
ombre immutabili,
altre illusioni.

Fermentano strisce di terre nell’arsura di un Medio oriente, dove la gente che vi abita chiede di poter restare e trovare un identità di pace. Il deserto trasmette al pellegrino l’inquietudine della sabbia, del silenzio, racconta di battaglie sepolte nel passato, ma ci sono guerre che ritornano, si ripresentano con nuovi abiti e sono sempre gli stessi invasori che non danno mai tregua, infieriscono colpi di spade e costruiscono muri di ombre dove non far passare la luce della pace.Pietro Vizzini

Clicca QUI per leggere tutte le poesie di Pietro Vizzini presenti in questo blog

condividi il post su

venerdì 26 novembre 2010

Poesie per sempre: IL SABATO DEL VILLAGGIO di Giacomo Leopardi

La donzelletta vien dalla campagna,
In sul calar del sole,
Col suo fascio dell’erba; e reca in mano
Un mazzolin di rose e di viole,
Onde, siccome suole,
Ornare ella si appresta
Dimani, al dì di festa, il petto e il crine.
Siede con le vicine
Su la scala a filar la vecchierella
Incontro là dove si perde il giorno;
E novellando vien del suo buon tempo,
Quando ai dì della festa ella si ornava,
Ed ancor sana e snella
Solea danzar la sera intra di quei
Ch’ebbe compagni dell’età più bella.
Già tutta l’aria imbruna,
Torna azzurro il sereno, e tornan l’ombre
Giù da’ colli e da’ tetti,
Al biancheggiar della recente luna.
Or la squilla dà segno
Della festa che viene;
Ed a quel suon diresti
Che il cor si riconforta.
I fanciulli gridando
Su la piazzuola in frotta,
E qua e là saltando,
Fanno un lieto romore:
E intanto riede alla sua parca mensa,
Fischiando, il zappatore,
E seco pensa al dì del suo riposo.
Poi quando intorno è spenta ogni altra face,
E tutto l’altro,
Odi il martel picchiare, odi la sega
Del legnaiuol, che veglia
Nella chiusa bottega alla lucerna,
E s’affretta, e s’adopra
Di Fornir l’opra anzi il chiarir dell’alba.
Questo di sette è il più gradito giorno,
Pien di speme e di gioia:
Diman tristezza e noia
Recheran l’ore, ed al travaglio usato
Ciascuno in suo pensier farà ritorno.
Garzoncello scherzoso,
Cotesta età fiorita
È come un giorno d’allegrezza pieno,
Giorno chiaro, sereno,
Che percorre alla festa di tua vita.
Godi, fanciullo mio: stato soave,
Stagion lieta è cotesta.
Altro dirti non vò; ma la tua festa
Ch’anco tardi a venir non ti sia grave.



condividi il post su

domenica 21 novembre 2010

Esiste l' Amore di Karen Tognini

Esiste l'amore
è come un'alba sul mare

L'amore
poggia sull'anima

la colora
con pennellate
d'oro

La riscalda
con la luce
del sole

L'amore è un abbraccio
eterno...

Come il vento
muove tutto

scompiglia

accarezza

urla!

L'amore
ha grandi ali

Vola alto oltre
questo
cielo

Dove il silenzio
canta le
stelle!




Scrivo con il cuore..esce l'inconscio..a volte
scrivo in modo ermetico e a volte stento a capirmi...
Scrivevo da ragazza...poi ho smesso x molti anni..
ho ripreso da un anno circa....

Ho riportato dei flash emotivi che provo quando
comprendo che sono anch'io parte dell'amore
sperando di riuscire a trasferire le mie sensazioni.
Karen Tognini


Clicca QUI per leggere tutte le poesie di Karen presenti in questo blog





condividi il post su

mercoledì 17 novembre 2010

Poesie per sempre: Se non avessimo amato di Oscar Wilde

(Il bacio-Henri de Toulouse Lautrec-1892)














Se non avessimo amato

Se noi non avessimo amato
chi sa se quel narciso avrebbe attratto l'ape
nel suo grembo dorato.

Se quella pianta di rose avrebbe ornato
di lampade rosse i suoi rami!

Io credo che non spunterebbe una foglia in primavera,
non fosse per le labbra degli amanti che baciano.

Non fosse per le labbra dei poeti che cantano.


clicca QUI se vuoi leggere tutte le poesie contenute nella rubrica 'Poesie per sempre'


condividi il post su


domenica 14 novembre 2010

Un po' di me di Grazia Finocchiaro

(Ambiguità di Bruna LaBruna)



















Un po'di me

Vagabondo nei meandri
del mio pensiero,
corda staccata da violino
bicchiere vuoto di memorie
solitarie mani,
un pò di me ho smarrito.

Nessun battello in approdo,
quanto tempo ancora...
per ritrovare l'ego...

Se l'aurora annuncerà il mio ritorno,
forse questa gelida stagione,
che tra scogliere si frantuma,
risorgerà dal poggio rifiorita
ed io celebrerò me-stessa,
con due coppe di champagne.

Particolari stati d'animo mi conducono spesso al bisogno di trasferire i miei pensieri su carta, componendo dei versi.
In questa poesia descrivo come un suono stonato lo smarrimento di una parte di me stessa anche se non perdo mai la speranza di ritrovare un'alba fiorita che mi riporti la luce.
Quale modo migliore può esserci per celebrare il ritrovo di quella parte persa se non quello di due coppe di bollicine spumeggianti? Una per me, una per il mio l'ego. Grazie a tutti coloro che mi staranno vicini. Grazia

clicca QUI per leggere tutte le poesie di Grazia Finocchiaro presenti nel blog

condividi il post su

mercoledì 10 novembre 2010

Poesie per sempre: Alle fronde dei salici di Salvatore Quasimodo

E come potevano noi cantare
Con il piede straniero sopra il cuore,
fra i morti abbandonati nelle piazze
sull’erba dura di ghiaccio, al lamento
d’agnello dei fanciulli, all’urlo nero
della madre che andava incontro al figlio
crocifisso sul palo del telegrafo?
Alle fronde dei salici, per voto,
anche le nostre cetre erano appese,
oscillavano lievi al triste vento.




clicca se vuoi leggere tutte le poesie contenute nella rubrica 'Poesie per sempre'





Disclaimer

A questo blog non può essere applicato l'art. 5 della legge 8 Febbraio 1948 n. 47, poiché l'aggiornamento delle notizie in esso contenute non ha periodicità regolare (art. 1 comma 3, legge 7 Marzo 2001 n. 62). Esso é un prodotto amatoriale e non rappresenta una testata giornalistica , i post editi hanno lo scopo di stimolare la discussione e l’approfondimento politico, la critica e la libertà di espressione del pensiero, nei modi e nei termini consentiti dalla legislazione vigente. Tutto il materiale pubblicato su Internet è di dominio pubblico. Tuttavia, se qualcuno riconoscesse proprio materiale con copyright e non volesse vederlo pubblicato su questo blog, non ha che da darne avviso al gestore e sarà immediatamente eliminato. Eventuali commenti dei lettori, lesivi dell'immagine o dell'onorabilità di persone terze, non sono da attribuirsi a me, nemmeno se gli stessi vengono espressi in forma anonima o criptata.